AGUALUNGA DI VIGNA Il sole ha i raggi lenti E paziente è la vigna E a macilenti sbadigli somiglia Una lunga ragazza scalza Vi si aggira leggera Con il suo vino in mano Il sole sul naso Vestita per caso E un alano la gioca E scorrazza Lungo i solchi e i filari ordinati E il riso le impazza in bocca E gode e lontano riverbera Come una lode Dal mio piatto li guardo fare Un po’ perché scorrazzarle intorno Odorarle le gambe Ulularle al culo e alla luna Sa d’olio e di forno Da un bicchiere si affaccia alla vigna Un’enorme scogliera sul mare E una casa lontana Mi pare… E gli effluvi del sale Proprio ora che il vento ha trovato Il coraggio di uscire Da quel labirinto di fili e di viti Per tornare nel mare a morire ..e se non altro il vento ha trovato Il coraggio di uscire Da quel manicomio di fili e di viti E quella femmina effimera e lieve Tutta fatta di voce e di luce Mi percorre le vene ancora Mi risuona Mi scuce e mi sfiora… PRIMO PIANTO Dunque.. La lingua mi rileva Un rivolo degli Occhi E il sale non mi scende Saliva Giochi La massa col potere Il bagno con la Scuola Il riso con il piatto Il cuore con la gola Il riso con il piatto Il cuore è in Gola Ingoio lo la lingua Apparrotolo la l’ugola Ingoio lo la lingua Apparrotolo la l’ugola Ingoio lo la lingua Apparrotolo la l’ugola Come sorridere alla gioconda Agli occhi cubisti di piazza alimonda Come pensare che questa è disco Se le parole non si capisco Come credere all’undici luglio Alle bombe di paglia, ai sogni da sveglio Zappami mangiami Mi aravi meglio Mi aravi meglio In mezzo al subbuglio Un’ Orangina mi sospira le sue Bollicine Sussurra al naso la puntura di due Spine Ma mi nega il segreto Per perdere i miei passi Mi nega il segreto Per perdere i miei passi Muta Una lingua in un sistema Una lacrima in veleno Un arco in un baleno Un cerchio in un Diadema Un pianto in una piena Un geranio in una bena Un reato in una iena Un sogno in una pena Un urlo in luna piena Un coño in un (a cena) Ingoio lo la lingua Apparrotolo la l’ugola Ingoio lo la lingua Apparrotolo la l’ugola Ingoio lo la lingua Apparrotolo la l’ugola Vieni Le l’inguine alle vongole Sono sul Prato Hai visto la mia fede Sono spos tato Ma temo che L’amore ritorni sui suoi Pazzi Temo che L’amore ritorni sui suoi Pazzi Temo che L’amore mi ammazzi FREDDO Di gelo e noia Alito al vetro un’ o E d’oro e lacrime La bocca è gonfia E i peli tremano ma fuori Passano le mani e gli occhi E in fondo Non ti aspetto Ma ricordo.. I tuoi disegni I fiori appannati E ancora.. Abbandonare al mare I desideri come Le lampare vagano Nel vuoto Sola e debole mi nuoto Vieni neve dove Vivo Dove scioglierti ai miei fuochi Rive chiamerò i miei occhi Sto col freddo …non voglio Sto col freddo E non voglio... DALL'ALTRA PARTE DEL CANCELLO (G. Gaber) Ho visto Un uomo matto È impressionante quanto possa fare effetto Un uomo solo Così impaurito Così bloccato Dietro le sbarre sempre chiuse di un cancello Noi fuori dal cancello Noi che siamo normali Che possiamo fare tutto Noi che abbiamo la fortuna di esser sani Noi discutiamo senza perdere la calma Col controllo di noi stessi Senza orribili visioni Noi siamo sani Noi siamo sani Noi siamo fuori dai problemi della psiche Sempre in pace col cervello E con i nostri sentimenti Così normali i nostri gesti equilibrati Non danneggiano nessuno Sempre lucidi e coscienti Noi siamo sani Noi siamo sani Noi siamo normali Noi che sappiamo di contare sul cervello Siamo sicuri siamo forti siamo interi E noi da quale parte del cancello Un uomo Lo sguardo fisso Un uomo solo sempre in cerca di se stesso Un uomo a pezzi Così impaurito Così bloccato Dietro le sbarre sempre chiuse Di un cancello Noi fuori dal cancello Noi che siamo normali Che possiamo fare tutto Noi che abbiamo la fortuna di esser sani Possiamo avere un buon lavoro Una famiglia sempre unita Un’esistenza piena di rapporti umani Noi siamo sani Noi siamo sani Noi che abbiamo tutti gli strumenti Per poterci realizzare con un titolo di studio Si può viaggiare Si può avere il passaporto La patente il porto d’armi E la domenica allo stadio Noi siamo sani Noi siamo sani Noi siamo normali Noi che sappiamo di contare sul cervello Noi prepariamo i nostri figli per domani E noi da quale parte del cancello Da quale parte del cancello ALACALABRA D’acqua e greco Il tuo volo salino Mi rovina un Sordo vortice Un fremito vibra E come un bacio e un insetto Lungo la schiena cammina Non ti arrivo mai e resto marino Né somiglia il mio nuoto Al tuo aprile D’ala calabra E crespa che fremi Senti.. Sono vicino Muto Vivo muto vicino Ai tuoi suoni e ti Posso sentire volare ..a piacere Di piacere sorridere E continuare a tacere Io ti ho vista Tradire un sussulto Quando il buio Ti ha preso tra i peli Ai miei occhi un sussuro, ..siedi, siedi trad. Muru de mare, neulas a bula muro di mare, nebbie alla gola Muru de mare, neulas a bula muro di mare, nebbie alla gola Muru de mare, neulas a bula muro di mare, nebbie alla gola Su chelu ‘etta male il cielo piove male Et malu ‘entu sulat e soffia vento cattivo Su sole solamente il sole solamente Su sole solamente recrama sos disizzos il sole solamente ricama i desideri De sos lizzos dei gigli Et de sos malos fizzos e dei bambini disobbedienti GASTRITE Rude solingo perditempo ritroso tremebondo Dormire sotto terra, in fondo È solo una Testa di cuoio, un cuor di cuciture Brillante di bulino Penelopo del cuoio -se dico di morire, muoio!- Per capire Per capire Per capire Per capire Dove spillano le voci Che non hanno da bere Per capire Per capire Per capire Basta che ci sia una birra Una birra please… Per cucire Per cucire Per cucire Per cucire Fiori semi radici filanti Sospiri sfilati, amici da unire Per cucire Per cucire Per cucire Per cucire Per legare la vita ai suoi nodi di lenza Ad un amo o a un amore O ad un altro qualsiasi Modo di morire Costretto a iniziare Costretto a finire Costretto a abitare Costretto a cucire Costretto a star male Costretto a guarire Costretto a cagare Costretto a pulire Costretto a patire Le fitte alla pancia Costretto a ingoiare La bile …aaahhh Basta che ci sia un asceta Con i fiori dentro gli occhi Capire, fiorire, restare Sconciagiochi Gastrite guaire Gastrite nitrire Gastrite frinire Gastrite muggire Gastrite belare Gastrite ronzare Gastrite barrire Gastrite soffrire Gastrite pisccchhh Gastrite priiiiiiii Gastrite prro Gastrite …come! Gastrite avveru.. Gastrite ubaaahhh Gastrite mmmmhhhhh Sapere che fare Sapere che dire Sapere che dare Sapere che fire Costretto a non dare Costretto a non dire Restare più stretti alla pancia a soffrire Restare nel mondo a guardarvi morire Restare più stretti alla pancia a sparire Restare nel mondo a potergli suonare un va a cagare Va’ a cagare Va’ a cagare Va’ a cagare Va’ a cagare ANTISPASTICO DI MARE Non ci guardano Certi occhi sfondati dalle onde e né certi Mucchi di rete e le scale Bianche di sale E le piante di the E tace muta Questa corte nascosta dietro alle Sue braccia di giunco Strette come nasse, a sè non ti sento...certe grida Sfondate dal vento soffiano Nomi di pesci, cose da fare Ore contate a tre a tre Per portare al legno I nervi da pesca a ciù andrè Il sole li squama Il vento lo lascia dov'è Sulla riva degli occhi A asciugarsi le ossa A parlare di cristo e di lusso A spellarsi le braccia come un muro fradicio che Ha del tempo da perdere Non ti guardo...certe bocche sfondate Dal sale inghiottono Pesci preziosi E poche parole spinate Da masticare Dove vanno le urla E i passi nodosi e xciù andrè Ai buchi di rete, ai gatti Ai mucchi di se A una panca di pietra Per riprendere fiato Per capire se spasskji È davvero un venduto Sulla riva degli occhi A cucirsi le dita Come reti rotte ...per ridere A BOCCA PIENA A un gradino alto E a due errori rassomiglio A un albero di duna A due grani lontani un Miglio A un’arnia in fondo al mare A due labbra di scemo A un muro cadente A due denti di meno A un desiderio lento E a cento rassomiglio A quale vento Arrossisco e mi impiglio trad. A una rejna ‘e rena a una regina di sabbia A una ‘ucca piena a una bocca piena A una rejna ‘e pane a una regina di pane A una ‘ucca ‘e cane a una bocca di cane Et ja mi ruzzigo concas de moros! E già rosicchio teste di mori Et ja mi ruzzigo concas de moros! E già rosicchio teste di mori Et ja mi ruzzigo concas de moros e già rosicchio teste di mori Petta crua, bestes et coros carne cruda, vestiti e cuori Sa linna ‘e luna il legno di luna Sa linna ‘e luna et sas manos de sa zente e le mani della gente A sa muda in silenzio Riende a trinta dentes ridendo a trenta denti A un solitario perso E a un verso rassomiglio A “un giro di mariglia” A tre cavalli, a una pariglia A una regina a cuori A due assi di bidoni A un trionfo d’ori A due soldati di bastoni Et ja mi ruzzigo concas de moros...! Et ja mi ruzzigo concas de moros...! Et ja mi ruzzigo concas de moros Petta crua, bestes et coros Sa linna ‘e luna Sa linna ‘e luna et sas manos de sa zente A sa muda Riende a trinta dentes AL SEGNO Al segno Ritorna Rasente i silenzi Rimasti Al suo muto muso Ai Suoi occhi Di liuto Pieni Di vento Al segno Tornare al Segno leggero Al legno Ai giochi Alla luce che ridi Che franano gli occhi Al segno Piano come un uomo E lento Ritorna Rasente i silenzi Alla bocca Piano Come un Uomo pieno Di vento Al segno Al punto in cui si urla Mentre Non è nulla MALAMALGAMA DI NULLA In un canto, in un porto Le nenie e le oloturie fanno Scialli di schiuma Infiniti suoni in fuga Ai perniciosi Hip hip hypnosi Per i golosi Hip hip hypnosi Di una voce non vale Che il fosso che procura Il rollo biascicato Di rena mareggiata Di uno scoglio non vale Che il suono che ci cura Un discanto d'arenata Di sirena scoglionata: "siamo le salive del mare Le schiume con la voce Le rocce Le femmine di sale Siamo le saline del male Le squame con le gocce Le docce Le febbri da passare” Io e i miei mari mai Avremmo rivissuto L’ onda e le sue voglie Le nanne nelle culle Gravi come sassi malati Di voce, di bolle Di mormore Di nulla Per i golosi Hip hip hypnosi Dopo pulisco il ponte Dove il vento Di ottobre muove Nuvole di nubi e di storni Dopo mi uccido e ti piango O forse ti ascolto e mi lego Al pennone O a una volta di tango Non posso sentirmi Più benigno di un raglio O del rollo O del rollo O del rollo d'el trò Ma muto come un ...verme Muto come un verme in Farfalla In animam alata Nata sotto coperta In una buccia E che malamalgama d'alghe di sentina ciuccia Malamalgama d'alghe di sentina ciuccia Malamalgama d'alghe di sentina ciuccia www.nasodoble.com alessandro carta, voce; peppino anfossi, violino; andrea fanciulli, chitarre; simone sassu, pianoforte e sintetizzatori; alessandro zolo, basso e contrabbasso; carlo sezzi batteria.