BUIO Un altro giro di mariglia ché i bambini sono stanchi vieni qua... vieni a me passs... passano due gatti bianchi Smettila di grattugiarmi le ossa e mettiti lì, faccia al muro allo schiaffo che ti do l'altro te lo darà il buio Bobotti Bobotti pigliati questi bambini pigliati questi fifoni grigi mangiagli le sopracciglia Bobotti Bobotti prenditi pure mia figlia ch'ella tema per tutta la vita ogni autorità prostituita ogni autorità prostituita Immerso ai sentieri di fuori città la notte si assolve ti tieni per mano dissolto nell'oscurità privato del tuo passo urbano e sicuro Indifeso dagli sbadigli dei cani abbandonato dalla tua ombra che fugge, la senti strisciare tra i rami? sospetti alle spalle un complotto più stretto al cappotto starai Uùùù i denti ti fanno brrrrrrrrrrr le foglie ti fanno frrrrrrrrrr i grilli ti fanno OOOOORRRRRHHHHH piove le gocce salgon le scale i piedi ti fanno male suonan le campane suonan le campane Vedere passare i vestiti da sposa brillare le lucciole e i roghi di giugno ballare nel buio, latrare coi cani avere paura di tutto Sostenuti da un vento che non si vede si coalizzano le ginestre i muretti le vedi le fiere tra i rovi? ti spiano a distanza accucciate nel buio come il potere DURU DURU DELLA PIGIATURA Il raspo che mi graffia Ci fa uscire dal dito il mosto Che cola goccia a goccia Rapito da spiriti divini e bisbocce Di sbieco mi guarda la capra più insana Mi squadra e dal muso perde la saliva Pigiamo in pigiama i pensieri più sconci Coi piedi bagnati d’uva Il ballo dentro al tino Risuona di cerchi di ferro e legno Di sottane da casa tirate sui fianchi Di grappoli ceruli e coccole in pegno Decorate di schizzi viola Baccanti operaie, poetesse nel brodo Ebbre dai piedi, coi seni alla gola Legan le lingue in un languido nodo Tra i filari ballonzolan tutti Sternuta nel succo la mosca più zitta Ci picchia negli occhi la pacchia d’autunno Ci taglia nelle dita Nell’umido del secchio Grondano i piedi amanti nel mucchio Il più vecchio succhia a pompitta La fillossera è sconfitta In ogni botte della cantina Fermenta una formica “preparate le fiasche femmine!” grida Bacco con l’anima dritta Fletti schizza corri ingoia Scava fluttua spezza arresta Fuori Arrota fotti sbava ... muori VENEFICIUM "Proprio quel quadro!?" disse la gatta al ladro "E' per il mio Pierre, celui que je prefére... che mano!" L'ora del tè la bella e il suo Lupin "Vuoi quel che so?" disse, e così l'amò Che ladro! Il sole, il sole un lampadario viola che cerula a morto i due corpi senza posa nè scuola e intrecci nel fumo troia di mille e una notte maitresse nouvelle dentro la notte vergine di Bruxelles Poi prese il volo come succede ancora Rimase un ladro freddo e nudo a cercarsi un quadro... BRUMA Né mai ricordo quanto sei ventosa impigliata alla mia maglia per giocare …come un rovo Come se il tuo spino mi dicesse -Aspetta, solo un giorno… voglio restituirti agli alberi domani- Il tempo di sporcarmi con le more mangiare con le mani e sentire neri i denti e bianca bianca fino all’argento la campagna di Aglientu BACCANALE Grassi comici e risa gridate Crepapelli nascosti tra i rami Rosamunde svestite di rosso Si contendono il lordo del mulo Rosolati, bisunti d’arrosto Ci mischiamo coi fischi del mare Culi, fiaschi, bassezze nefande, Denti aguzzi, muggiti d’amore Vacche bianche si spostano piano Grosse madri trasudano vino Noi caproni cornuti crepiamo Con sogghigni coliamo le bave, I brodi grassi e gli umori terrigni Porci comodi sporchi di fuoco Tra le spighe, i vitigni e le spiagge Vibra il gregge dei falli di Bacco Flauti di tibia tritata Sospiri d’amata, risuonano in me: Occhiperocchi e tremule MALVAGÌA Segui vo l'are è un demone acce so dove so andare di treccia in treccia re I miei ali ti resta no n occhi, nei grandi e neri vestiti da festa Ah c'ho un dolare com i cin esi tando d'andare irritardo tardare i miei mali ti mando insegnami abberenato div engovena ltro Su un baccolo e due zoccoli barcollo mi aggrappo a un altro grappolo e mi arrendo avrei voluto bere solo un altro sorso pazienza pazienza... Il fiume scorre ride e mi vinaccia mi sbeffeggia con attitti di vecchiacce si maschera di nero e fumo ma non lo temo non ti Temo! La sera è un forsennato ballo bianco malvagio come un morso e una vendetta Non resta che fuggire tanto esitare è peggio è peggio... Amor si prende sempre il suo momento mai sazio del molle di pane dei visi nascosti di donna costumi leggeri da sollevare Il prete è come me nel suo cappuccio la donna cerca la puppa di legno e guarda, scalcia, bacia, urla e gode senza vergogna un sogno... Ti prendo Gioldzi mè Ti prendo Gioldzi mè e ti brucio mi dannano alle fiamme sacrificato come un capro e un fantoccio su un bacolo e due zoccoli barcollo mi aggrappo a un altro grappolo e mi arrendo avrei voluto bere solo un altro sorso pazienza pazienza... VALSE DI FRIDA Frida vestita da sposa Diego en sus piensamientos la contandina che posa le sue collane d'oro e d'argento Frida le scimmie e i serpenti Frida i capelli intrecciati pinta lo sguardo indurito le sopracciglia nere e pensanti Frida la Rivoluzione Frida la Rivoluzione Ahi la Rivoluzione Ahi la Revoluciòn Frida i bambini perduti Frida coi chiodi nel petto bella si copia allo specchio nuda ferita stesa nel letto Frida con la Madre Terra Frida fra Messico e Europa Frida col cuore diviso Frida e la storia Frida e la Morte GIALLO Perdimi nascondi i miei sandali che ancor ripetono zitti sotto il tavolo i tuoi malcelati ritmi la molle metrica i tuoi fiati deboli Perdimi allungami due acini e passa un filo tra i miei denti e poi il vino e i baci spenti e poi il vimo e i baci spenti e sciacquati la bocca dai serpenti sotto un semaforo bagnato cola il giallo e dura sempre meno piove zitto sotto il tavolo sul tuo seno sardo dove cerchi, pancia in alto i miei colori e i miei accenti e il vino che ricordi e i miei ricordi unti dei miei ricordi resta un fiato come sai come ti dicevo sempre... Perdimi che non ti possa più sfiorare nè guardare quando arrivi quanto ti dovrei spiegare dove ho messo i tuoi due acini i tuoi due acini e i miei occhi luminosi Perdimi non tornare dai tuoi viaggi dai tuoi gatti a pelo medio dai tuoi amici saggi dai bicchieri comunisti fra i cassetti libertari non tornare dal manuale non tornare dal manuale dove sei voluta stare Fiore senza bocca leccami che non ti possa più sfiorare nè guardare quando arrivi quanto di dovrei spiegare dove ho messo i tuoi due acini e i miei occhi luminosi E tu tapparelle basse che vorresti pure un'eco pure un'eco dei miei gran ti amo in musica Non tornare dai tuoi viaggi dai tuoi gatti a pelo secco Resta un fiato come sai come ti dicevo sempre... MORALE PREMOLARE Vale va a vele spiegate sorrisi padrini, bambini golosi di vita e di Giò- Chi nuovi colori incornicia negli occhi m'impecia le dta di luce e mi ride cosciente un solo dito nell'aria si muove giocando col fumo, col niente col ventre del viso che parla che allittera il riso mi viene da ridere, lottare ridere, lottare ridere lottare, ridere... E Giò mi viene incontro con la coda di cavallo saltella e ride in bocca a mio fratello sorpreso dalla conta che cuce fila e 'stracca mi curo di restare un asinello Giò cava mostr'i denti gelosa dei suoi occhi accesi e sogna come fossero sospesi ci dice le bugie tragedia delle scelte albume che sospende vita e morte e d'uopo dopo un uovo d'uomo un uomo nuovo o un tuorlo d'uovo? Mah... il problema come qualsiasi problema di morale potrebbe non sussistere. Eppure è la nostra attenzione all'altro, al nostro prossimo, la nostra capacità di condivisione nell'umana sofferenza che ci spinge a considerare l'opportunità della scelta, spezialmente quando la scelta riguarda il tema della vita... Ebbene... a questo benedetto uovo d'uomo è bene dare la luce del mondo urbanizzato e civile o è meglio gustarlo, anche fugacemente, alla coque: levargli in maniera così indolore la sua possibilità di vivere e renderlo nostro nutrimento...? Tristezze... le frittate d'uomini africani sussurrano i propri valori proteici in bocca al capitale e alla decolonizzazione, costretti, nel dispiacere di tutti, a nutrire il nostro sistema digerente con i loro occhi di bue... pieni di mosche. E d'uopo dopo un uovo d'uomo un uomo nuovo o un tuorlo d'uovo? Non so cosa mangiare cosa fagocitare morale dal valore premolare Se Vale fa la conta Giò non ci pensa più E-sci-fuo-ri-pri-ma-tu! Ridere, lottare ridere, lottare ridere... OLIO DI LAURO Ai baci di seta gelido levare avanti mani d'inverno evolte e maschere di cera avanti gli occhi e sciogliersi a volte d'amplessi mi abbracci calda e non si spiega come possa sbagliare ad ogni volta lo stesso passo. Un olio sei, fuggi sui miei baci d'acqua riposo che scivola in alto a morire in sospiri mi stono all'odore del cisto malevoli bacche respiro arso dai giorni solo acque dagli occhi mi amor ti amo leggera mi scivoli umida e bruna olio di lauro cospargimi d'ombra e d'unguenti d'amore abbandonami solo unto d'alloro Venefica foglia lontana m'indebito d'ombre che ho mi goccioli un sole schiacciato da mole del sud Partire distratti morire gitani nel cuore mi perderò sempre danzando sui tacchi e su me Ti amo leggera mi scivoli umida e bruna olio di lauro cospargimi d'ombra e d'unguenti e di baci mi abbandono a un tango mariachi Partire distratti morire gitani nel cuore mi perderò sempre danzando sui tacchi e su me PONENTE P Canta le conte dei controllori canta la conta che conti tu contro l'aereo la contraerea canta ai civili che fanno BBUSH!! conta chi tocca tacco contro tacco tocca nel tocco che tocca a te sotto l'aereo la contra campa e canta la cantica dei contrabbush Canta chi tocca tacco contro tacco tocca nel tocco che tocca a te salta la corda salta una gamba e se salta una bimba di ponente..P? salta una mina salta una mano s'alza la borsa quando fanno BBUSH!! tappa la bocca tappa la biro tappati con troppe toppe tappe tapperì! Salta la corda salta una gamba e se salta una bimba di ponente ..P? salta una mina salta una mano s'alza la borsa quando fanno BBUSH!! tappa la bocca tappa la biro tappati con troppe toppe tappe tapperugia tocca alla tattica contraccettiva tocca alla tattica dell'attacco preventivo tocca alla tattica contraccettiva tocca alla tattica dell'attacco preventivo tocca alla tattica contrccettiva tocca alla tattica dell'attacco preventivo TARTARUGA Barricato dietro una cravatta quel che sento dietro lo tengo sotto devo dire qualcosa che non so e sembrare qualche cosa che son poco Mi mimetico da subito in un abito e ogni volta che lo indosso emetto un gemito Prendo la sua forma scompaio nella norma cancellando la poesia e la libertà Mi difende mi nasconde mi divide mi confonde Porto uno scafandro vegetale e la mia parte è una testuggine sociale Sono una tartarga sono una tartarga sono una tartarga tartaruga tartaruga sono una tartarga sono una tartarga sono una tartarga tartaruga tartaruga Mi difende mi nasconde mi divide mi confonde Porto uno scafandro vegetale e la mia parte è una testuggine sociale INFETTIVA Bevo e sbavo stucco Ho messo a cuocere il mio becco e ho sotto esposto tutto il bianco un piano un foglio un rosso secco Ma è troppo tardi ho perso il passo in uno sputo stanco e basso Ricordi, ricordi volevi forti morsi Mordi Morsi di cane ho lo stomaco d'avorio verde come il rame come ossida la fame Morsi di dentiera per il ballo di stasera al collo di una cameriera Questa notte ho pesci fritti son ridotto a una bisera ho gli spaghetti sul soffitto tocco il cesso con un dito Ricordi, ricordi volevi forti morsi Mordi Invece mi sbilancio intanto fingo un mal di pancia tra le cosce piego il capo fra le tette vedo doppio Bevo e sbavo stucco corro a casa a fine tempo metto al caldo il mio pigiama nella corsa ho perso il letto Mi mordi, mi mordi vorrei ricoricarmi pobre, mi nasodoble.... pobre pobre, mi nasodoble... pobre A UN RESPIRO Speso all’acqua ai tuoni al fango a un dio Al silenzio all’ansia a un respiro Reso ai vomiti Così lento muori Speso alle armi ai rovi d’anime Ho creduto a un uomo a un respiro A un senso d’ordine A un profumo di rovine E io piovo il mio mare Piango il mio uomo in sorde onde In gocce di specchi I flutti dei miei temporali Non so Più governare Speso all’obbedienza a un codice Steso al suolo al suono di un respiro Denso e debole Reso a uno stato assassino Speso alle armi ai gradi ai soldi ai si… All’inconsistenza di un respiro Senza meriti Muori pure amore mio E io piovo il mio mare Piango il mio uomo in sorde onde In gocce di specchi I flutti dei miei temporali Non so Più governare Io muovo al mio male Frangono gli occhi in sorde onde In gocce di specchi Acqua si stagno di roccia sarò Goccia di sale